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Dal latte di capra alla corteccia d’abete, chef di ristoranti stellati e pastry chef lo trasformano in uno degli ingredienti più sorprendenti del momento
A luglio si celebra il National Ice Cream Day, la ricorrenza proclamata negli Stati Uniti nel 1984 dal presidente Ronald Reagan per rendere omaggio a uno dei prodotti più popolari al mondo. Ma è in Italia che il gelato sta vivendo una delle trasformazioni gastronomiche più interessanti: esce dalla gelateria, supera la funzione di semplice fine pasto ed entra stabilmente nei menu di ristoranti stellati, bistrot, pizzerie e cocktail restaurant.
Chef e pastry chef lo utilizzano oggi come una vera componente del piatto. Temperature, percentuale di grassi, contenuto zuccherino, acidità, struttura e velocità di fusione vengono calibrati in funzione degli altri elementi del piatto. Il gelato può così entrare in gioco grazie ad un contrasto termico, può sostenere una parte aromatica, bilanciare dolcezza e sapidità oppure diventare il veicolo attraverso cui raccontare una materia prima, una stagione o un territorio.
Il menu vegetale estivo ideato dallo chef Stefano Sforza è dedicato alle Asteraceae, famiglia botanica che comprende diverse tipologie di insalate. Nel dessert, la protagonista è una piccola lattuga dolce e zuccherina (sucrine) servita cruda e condita con succo di limone in abbinamento a una soffice namelaka montata alla camomilla. Completano il piatto una quenelle di sorbetto alla pesca e polvere di vino rosso disidratato, una brunoise di tre varietà di pesche, una sfoglia vegana cotta al forno e una cialda di meringa di aquafaba e nocciole.